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Patrioti del Risorgimento: Ciro Menotti (Carpi 23 gennaio 1798 – Modena 26 maggio 1831)

by Stefano Quadri

Ciro Menotti morì impiccato a soli 33 anni perché si ribellò, da eroe italiano quale fu, alla dominazione “del truce Alemanno, che spietato tracanna il nostro sangue e si pasce delle nostre lacrime” (Michelangelo Buonarroti)

Entrato in Carboneria a soli 19 anni, animato da forti sentimenti democratici e patriottici, insorse contro la dominazione austriaca in Italia, con l’obiettivo di liberare il Ducato di Modena e Reggio dal dominio austriaco.

Venne arrestato la prima volta nel 1820, assieme ad altri 40 patrioti.

Nel gennaio del 1831 Ciro Menotti organizzò nei minimi dettagli la sollevazione, cercando il sostegno popolare e l’approvazione dei neonati circoli liberali che stavano proliferando in tutta la Penisola.

Il duca Francesco IV, dapprima fece le viste di appoggiare l’azione di Menotti, ma successivamente, con un volgare voltafaccia, fece circondare dalle sue guardie la sua casa ove erano radunati una cinquantina di patrioti.

Dopo una intensa sparatoria, Ciro Menotti, dopo una strenua ed impari battaglia, rimase ferito e venne catturato.

Due mesi dopo fu celebrato un processo farsa, che si concluse con la condanna a morte mediante impiccagione, avvenuta il 26 maggio 1831.

Menotti passò la notte prima dell’esecuzione con un sacerdote al quale consegnò una bellissima lettera per la moglie, ma le guardie la confiscarono e venne consegnata alla vedova solo diciassette anni dopo, nel 1848, due anni dopo la morte del Duca Francesco IV e la cacciata degli Asburgo-Este.

La sentenza di morte venne pubblicata solo dopo l’esecuzione, per evitare possibili disordini e rivolte.

Ciro Menotti, è stato sempre considerato un grande eroe e patriota da tutti gli italiani dell’ottocento.

Fu considerato un precursore non solo dei moti del 1831, ma addirittura dell’intero Risorgimento, tanto che Giuseppe Garibaldi volle usare il suo cognome come nome per il proprio figlio primogenito.

Quando la scuola ancora funzionava in Italia, fin dalle prime classi elementari, si parlava del sacrificio di Ciro Menotti e si leggeva la sua lettera alla moglie piena di buoni sentimenti e amor patrio.

Per anni il Comune di Modena non ha curato la buona conservazione del posto dove fu innalzata la forca cui Menotti fu impiccato.

Scarsamente recintato, il luogo si trova nella Cittadella (oggi zona residenziale di Modena, al tempo fortezza militare all’interno delle mura della città), e ne rimangono soltanto alcuni resti a causa dei bombardamenti dell’ultima guerra che distrussero la vecchia fortezza.

Sulla sua casa, in corso Canal Grande numero 90, è posta una lapide, restaurata di recente (2007), in ricordo di lui e di tutti i suoi compagni patrioti catturati e uccisi.

Il 20 ottobre 2007, alla presenza di due pronipoti di Ciro Menotti, è stato inaugurata la  ristrutturazione del monumento nel luogo dove Menotti e Borelli vennero giustiziati tramite impiccagione.

L’opera, in pietra, riprende alcuni scalini del patibolo e, tutt’intorno, faretti con luci bianche, rosse e verdi,  illuminano la scena.

Ciro Menotti, nel passato, è stata immortalato da numerosi libri, canzoni e opere teatrali ispirati alle sue gesta.

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