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Libertà e Imposizione Fiscale

by Stefano Quadri

Abbiamo detto:
– che il DNA di ITALIA LIBERATA è comunicare che l’ORIGINE di tutti i nostri problemi è da ricondurre all’assenza del Popolo Sovrano (Demos), senza il quale non può esistere la Demo-Crazia;
– che la FUNZIONE di ITALIA LIBERATA è quella di comunicare quali sono i valori oggettivi che aggregano il Popolo Sovrano (Demos);
– che i principali valori oggettivi aggregativi del Popolo, sono la MEMORIA STORICA DEL GRUPPO (“epos”), il complesso dei costumi (“ethos”), il territorio (”topos”) e la lingua (“logos”);
– che l’acquisizione cosciente di questi valori trasforma il suddito in CITTADINO;
– che l’art. 52 della nostra Costituzione dichiara: “LA DIFESA DELLA PATRIA E’ SACRO DOVERE DEL CITTADINO”;
– che i partiti, in quanto associazioni private (art. 49), lottizzano ed occupano abusivamente lo Stato e le sue Istituzioni in violazione dell’art. 1 della Costituzione Italiana;
– che quest’ultimo risulta completamente sfregiato e distorto come segue:
comma 1: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”; mentre, nei fatti, l’Italia è una Res Privata, fondata sulla lottizzazione e sul voto di scambio,
comma 2: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”; mentre, nei fatti, la sovranità appartiene ai partiti, che la esercitano secondo logiche spartitorie
– che i partiti, consapevoli che la MEMORIA STORICA è il più potente valore aggregativo del POPOLO SOVRANO, ne hanno praticamente CANCELLATO L’INSEGNAMENTO DALLA SCUOLA, raggiungendo in pieno lo scopo di confondere l’Italiano, che oggi, disorientato, non sa più chi è, da dove viene e dove va;
– che le segreterie dei partiti, con il denaro del sistema produttivo e del risparmio degli italiani hanno determinato indicibili sperperi di pubbliche ricchezze, per accontentare intere categorie sociali con una miriade di privilegi e benefici (stipendi particolari; pensioni anticipate; false invalidità; moltiplicazione di posti statali, di cattedre universitarie e di posti da politico, come le presidenze USL, i porta borse, le amministrazioni regionali, provinciali, comunali; ecc. ecc. ecc);
– che il mantenimento di questo enorme apparato parassitario, che cresce di anno in anno, determina un gigantesco SPERPERO DI DENARO PUBBLICO, attualmente quantificabile nella cifra “monstre” di 150-200 miliardi di € l’anno (si pensi che l’intero gettito IRAP è pari a 22 miliardi di € !!);
– che per mantenere questo immenso apparato di parassiti, che si riproduce attraverso il sistema clientelare del potere partitico, quest’ultimo deve necessariamente sfruttare la gente che lavora e produce attraverso l’oppressione fiscale.

A questo proposito occorre rilevare che le tasse non riguardano solo l’economia di una Nazione, ma anche la LIBERTA’ dei suoi cittadini. Un sistema fiscale oppressivo non si limita a ridurre il benessere, la produzione e i consumi, ma distrugge le LIBERTA’ CIVILI e INDIVIDUALI perché lo Stato, per sostenerlo, deve mettere in piedi una macchina di controllo e spionaggio simile a quella dei regimi totalitari. Ed è ciò che accade a noi.
Ogni eccesso di pressione fiscale rompe il rapporto fiduciario tra lo Stato e i Cittadini, trasformando il primo in predatore e i secondi in prede.Lo Stato, lottizzato dai partiti, diventa un invadente soppressore di LIBERTA’.

 L’imposizione fiscale Italiana vista dagli occhi dell’Europa storica

Le moderne democrazie (e di conseguenza i moderni parlamenti) nacquero proprio per limitare l’abuso dello Stato sui beni privati e sui patrimoni, e per rendere credibile il rapporto fiduciario tra lo Stato e il Cittadino, rappresentato dal principio del “no tax without representation” dei rivoluzionari americani.
Oggi assistiamo al paradosso che il sistema fiscale riproduce l’autoritarismo ed il criterio espropriante dei modelli assolutistici.
Per un suddito britannico di due secoli fa, un sistema di spionaggio fiscale come quello che c’è oggi in Italia sarebbe stato impensabile.
Nella Parigi illuminista o nell’America dei coloni, una follia come lo “spesometro” avrebbe comportato probabilmente rivoluzioni armate e ribellioni.
Ciò che i tassatori non ricordano mai è che le rivoluzioni e gli sconvolgimenti sociali sono sempre stati una questione di tasse: dalla fuga degli Ebrei dall’Egitto, alla caduta dell’Impero Romano, dalla fine della Spagna di Carlo V, alla Rivoluzione francese fino a quella americana.

A questo punto risulta evidente che la variabile impazzita del Sistema Italia è il suo apparato politico; ma noi italiani saremmo ancora più pazzi se lasciassimo che i parassiti portino a termine il loro lavoro uccidendo l’ospite.

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