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LEGGERE, SCRIVERE E FAR DI TONTO

by FRANCESCO CARRARO
LEGGERE, SCRIVERE E FAR DI TONTO di Francesco Carraro

Qualcuno si è accorto che gli alunni delle scuole italiane non sanno più scrivere nella loro lingua madre.

La denuncia sottoscritta da centinaia di docenti fotografa un fatto vero e tutti hanno cominciato a interrogarsi sulle cause.

Il problema di fondo non sta nelle poche circolari, ma nelle troppe circolari, non nelle poche nozioni, ma nelle troppe nozioni.

Chiunque abbia la ventura, magari in quanto genitore, di imbattersi nei programmi di studio delle elementari di oggi, rimane traumatizzato dalla quantità inusitata di conoscenze propinate dai poveri maestri nelle zucche dei loro alunni: un profluvio di informazioni, soprattutto di carattere tecnico-scientifico e di taglio pratico-operativo, chiaramente sproporzionate rispetto all’età anagrafica, alle possibilità cognitive, ai bisogni di apprendimento di un bambino.

Poi, crescendo, la situazione non migliora. I ragazzi arrivano alle scuole superiori e vengono incoraggiati, per usare un eufemismo, a scegliere indirizzi di studio di carattere tecnico-scientifico e di taglio pratico-operativo in cui la lingua base non è l’italiano, ma un impasto imbastardito di inglese, neologismi e tecnicalità.

Nel frattempo, lo studente sfoga la sua creatività narrativa e letteraria sui social dove è costretto a sintetizzare i concetti complessi in centoquaranta-caratteri o a veicolare i propri stati interiori con le emoticons di facebock.

In questa orgia di nozionismo pseudoscientifico e di codificazione simbolica, la lingua italiana si perde.

Nessuno più studia e insegna i classici. Il greco e il latino – in quanto lingue morte – le hanno seppellite, un giovane il quale ambisca al liceo classico è guardato come un minorato mentale col fegato di fare outing.

Distrutta la radice umanistica della nostra tradizione culturale e scolastica, taluni si stupiscono del decesso dell’italiano corrente, e decente. Ma gli ignari docenti in buona fede e gli sdegnati ministri di turno non realizzano neppure di remare contro il corso della storia e di costituire il dito nel buco di una diga in procinto di crollare.

Infatti, i giovani infarciti come dizionari e inabili al pensiero critico, alla retorica, alla dialettica, alla grammatica e alla sintassi non rappresentano un sottoprodotto involontario della Matrice. Ne sono, anzi, il frutto maturo e più compiuto.

Il futuro non vuole gente in grado di padroneggiare il linguaggio perché chi padroneggia il linguaggio padroneggia il pensiero, chi padroneggia il pensiero padroneggia se stesso, chi padroneggia se stesso non si fa padroneggiare.
Il futuro vuole servi tonti, non padroni intelligenti: ecco il punto. Dante si era sbagliato: fatti non fummo per seguire virtute e canoscenza, ma a viver come bruti.
Francesco Carraro
www.francescocarraro.com

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1 commenti

Anna-Carla Jedras 29 Marzo 2021 - 18:24

Sono assolutamente d’accordo Che la Lingua madre non e’ studiata bene per vari motivi, e mi auguro Che, chi fa scuola veramente possa fare tutti IL possible per rimettere in Sesto questo aspetto! La propria Lingua e’ la Tua identita’ neanche solo questions Di sintassi ECC ECC. Basta con il nozionismo e torniamo Alle basi, cioe’ scrivere, leggere, contare e discutere vari argomenti in classe. Si dice Che GLI italiani non leggono. Allora, a scuola questo va incoraggiato inserendo l’ora Della lettura. I Modi Sono tanti e le user sicuramente non mancano! C’e da sorprendersi Che alcuni bimbi non amino la scuola!!! Poi, basta infliggere le colpe sempre si genitori! Non tutti I figli nascono con le stesse fortune o genitori ‘perfetti’ Che, tra l’altro non esistano! Siamo I da fare con la scuola perche’ e’ li Che dovremmo tirare fuori le menti del futuro! Vogliate scusare Mio italiano ma non Sono nata nel Vostro Bel Paese.

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