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La strage di verità nella “conta dei morti” (dal blog di Francesco Carraro)

by FRANCESCO CARRARO
La strage di verità nella “conta dei morti”

Pubblicato sul blog di Francesco Carraro il 27 Marzo 2021

Un giovane chierico chiese al priore: “Padre, posso fumare mentre prego?”, e fu severamente rimproverato.
Un altro novizio, più sgamato, domandò allo stesso priore: “Padre, posso pregare mentre fumo?”, e fu lodato per la sua devozione.

Da come guardi il mondo tutto dipende. E da come lo racconti, anche. In fondo, non è dalle storie che nascono i racconti, ma l’inverso. Dai “racconti” (il famoso storytelling, oggi tanto in voga) nascono le storie; anzi, addirittura “la Storia” collettiva.

Una delle più sofisticate forme di manipolazione delle masse, e anche dei singoli, non consiste nel dire menzogne. Consiste nel dire verità; ma incomplete, monche, mozze, a metà.

La verità amputata è uno straordinario metodo per pascolare la psiche umana. Per due ragioni.

In primo luogo perché consente al mentitore di mentire anche a se stesso: dopotutto, egli sta dicendo la verità. Una verità incompleta, monca, mozza, a metà: ma pur sempre “una” verità. E dunque, tecnicamente, il mentitore non può definirsi un mentitore. Insomma, questa strategia permette una sorta di auto-assoluzione preventiva e ipocrita.

In secondo luogo, la mezza verità orienta il flusso delle coscienze e, quindi, il corso degli eventi, verso scenari nuovi. Ma, soprattutto, verso approdi diversi rispetto a quelli cui avrebbe condotto una verità completa, e non a mezzo servizio.

È un espediente “gesuitico”, figlio del pensiero debole e del relativismo morale. Ecco, in tutta la vicenda Covid-19, esso è stato raffinatamente applicato tramite la “liturgia” della conta dei morti.

Quante volte avete sentito parlare delle decine di migliaia, delle centinaia di migliaia di morti per la pandemia? E quante volte avete sentito comparare questa strage con altre, funeste, del secolo breve? Con un uso ignobile e strumentale – proprio perché impiegato quale indebito termine di paragone – delle povere vittime della prima o della seconda guerra mondiale o dell’Influenza Spagnola?

Ebbene, la conta dei morti è una menzogna? No, ovviamente. E allora è una verità? Ancora una volta, no. È una mezza verità perché bara sui dati, omettendo un dettaglio fondamentale. E cioè l’età media e le condizioni dei deceduti: vale a dire ultraottantenni pluripatologici.

Intendiamo forse dire che costoro meritano meno considerazione e tutela rispetto al resto della popolazione? No, esattamente il contrario. Essi meritavano, e meritano, più attenzione, cura e rispetto di tutti gli altri per essere i più vulnerabili. E non l’hanno ricevuta proprio perché il sistema mediatico mainstream ha deciso di raccontarci una verità à la carte.

Con quattro conseguenti corto-circuiti logico-criminali.

Primo: perché una scienza incapace, rispetto al vaccino, di dirci la causa di una sola morte (persino con l’autopsia), è stata in grado, rispetto al virus, di sfornarcene migliaia al giorno, anche senza.

Secondo: perché una strage così “selettiva” è ontologicamente diversa da una strage erga omnes. E quindi ogni paragone con altre stragi “generalizzate” (di persone di ogni età e livello di salute) è semplicemente fallace.

Terzo: perché occultare “quella” mezza verità ha impedito di calibrare le misure contenitive verso chi rischiava davvero la vita per il Covid-19 (secondo l’Istituto Superiore della Sanità, la letalità del virus è pari praticamente a zero fino ai cinquant’anni di età e si eleva ad oltre il 20 per cento dopo gli ottanta).

Quarto: perché questa menzogna “en travesti” ha messo agli arresti domiciliari una intera generazione di giovani e adulti, praticamente immuni al morbo, con incalcolabili ricadute sul piano economico, psicologico, sociale.

Un giorno, speriamo non lontano, qualcuno dovrà rispondere di tutto questo. Ma conosciamo già la risposta: obbedivo agli ordini.
Francesco Carraro
www.francescocarraro.com

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