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La Pace di Vestfalia

by Stefano Quadri

LA PACE DI VESTFALIA

Molti si chiederanno che senso ha parlare della Pace di Vestfalia, firmata nell’ottobre del 1648!

Il motivo risiede nel fatto che l’Europa Moderna è stata disegnata a Vestfalia e quindi  è indispensabile conoscere i protagonisti ed i termini di questa pace, che mise la parola fine alla sanguinosa guerra dei Trent’anni.

In tutta l’Europa (tranne nell’Italia sottomessa al prete), l’odio tra protestanti e cattolici cresceva a dismisura e nel 1618 bastò poco a far divampare uno dei conflitti più sanguinosi della storia, la guerra dei Trent’anni.

Ne furono coinvolti quasi tutti gli Stati: Spagna, Francia, Germania, Svezia, Danimarca, Olanda, Svizzera.

L’odio tra cattolici e protestanti sembrava non finire mai. Gli eserciti erano stremati . I territori saccheggiati e devastati.

La Germania, sul cui suolo avevano combattuto sei eserciti – tedesco, danese, svedese, boemo, spagnolo, francese -, passò da 21 milioni a 13 milioni di abitanti.

Ma tutta l’Europa, devastata da saccheggi, omicidi, stupri ed epidemie, anelava la pace; anche per la consapevolezza che nessuno poteva vincere questa guerra.

Dopo 5 anni di negoziati, alla presenza di 150 delegati, nell’ottobre del 1648, dopo ben 30 anni di guerra, venne firmata la pace di Vestfalia che pose fine alla Guerra dei Trent’anni e grazie alla quale nacque l’Europa moderna attorno agli Stati-Nazione.

Questa Pace è di fondamentale importanza per la conoscenza della nascita dello Stato non confessionale moderno.

Con lo sviluppo degli stati moderni che emersero nel 1648, nasce un’Europa geopolitica completamente diversa da quella del 1618. Un Europa che nelle grandi linee ricorda quella di oggi, anche se Germania e Italia devono attendere il XIX secolo prima di imporsi sulla scena europea e scuotere l’ordine che le ha a lungo poste ai margini.
Il sistema geopolitico nato dalla pace di Vestfalia ingloba quasi tutta l’Europa, compresa la Russia.

 La Guerra dei Trent’anni, dunque, ha generato una netta mutazione della geopolitica europea, con il regresso dei grandi imperi e la comparsa degli Stati moderni, di cui la Francia costituisce, con la Svezia, una delle emanazioni.

Per il ruolo egemone svolto dal Vecchio Continente fino agli inizi del XX secolo, l’architettura di questo trattato sarà indirettamente quella di quasi tutto il pianeta. Le regole di buona condotta degli Stati, stabilite in questa occasione, ivi comprese quelle che emanano dal diritto internazionale, definiranno le relazioni internazionali fino al termine della Prima Guerra Mondiale, quando gli Stati Uniti tentarono di instaurare nuovi parametri con la creazione del primo organismo di sicurezza collettiva globale, la Società delle Nazioni.

La Pace di Vestfalia comporta quattro conseguenze immediate.

La prima è quella di mettere un termine definitivo al conflitto.

La seconda è quella di ridisegnare la carta geopolitica dell’Europa con un centro di gravità che si sposta dal centro-sud (Spagna, Sacro Romano Impero-Austria) verso nord-ovest (Francia, Olanda, Gran Bretagna, Svezia).

La terza è quella di stabilire il principio della sovranità, il cui risultato è un concetto fondamentale della politica moderna: la ragion di stato.

Ciò significa che ciascun firmatario si impegnava a rispettare i diritti territoriali degli altri firmatari, senza interferire nei loro affari interni.

Nacque così l’Europa come continente formato da stati sovrani.

La Francia diventò una grande potenza, mentre i Paesi Bassi e la Svizzera ottennero l’indipendenza.

Il principio di non ingerenza sarà per tre secoli e mezzo una delle rare, se non l’unica legge sacra della politica internazionale.

Da ciò deriva, in linea di principio, una maggiore sicurezza e una migliore stabilità interna ed esterna, e, nonostante tutto, la carta geopolitica disegnata nel 1648 resterà quasi la stessa fino ai nostri giorni, almeno nelle sue grandi linee, mettendo in evidenza lo straordinario lavoro realizzato dai negoziatori della pace.

La quarta conseguenza riguardò il piano religioso: vennero riconosciuti gli stessi diritti giuridici a cattolici, luterani e calvinisti mettendo la parola fine all’idea della cristianità del medioevo: con Vestfalia evapora il concetto di un’Europa cristiana sotto forma di una monarchia universale gravitante attorno al binomio Roma-casa d’Asburgo.

Papa Innocenzo X avversò fortemente gli accordi e li dichiarò nulli con il breve Zelo domus Dei.

Gli accordi posero fine alla guerra dei Trent’anni e a quasi tutte le ostilità.

Questa fu l’ultima grande guerra di religione in Europa.

Le guerre, ovviamente, non cessarono, ma furono motivate dalla politica o dall’economia invece che dalla religione.

La pace di Vestfalia causò un colpo durissimo al prestigio temporale della Chiesa, che infatti perse in Germania tre arcivescovadi e tredici vescovadi con migliaia di chiese, conventi e fondazioni pie.

A Roma si deplorava che l’imperatore Ferdinando III avesse accettato una pace così gravemente offensiva per la religione cattolica.

La Guerra dei Trent’anni dimostrò che lo Stato pontificio fuori dai suoi confini non aveva più voce in capitolo.

Con la Pace di Vestfalia viene spezzato per sempre il principio dell’unità confessionale all’interno di uno stesso Stato, che per tredici secoli si era voluto mantenere, anche con la forza delle armi e con la repressione interna.

I Cattolici e i protestanti furono parificati di fronte alla legge, salvaguardando i principi della tolleranza e della libertà religiosa.

I trattati riconoscevano l’eguaglianza delle tre grandi confessioni cristiane e le ponevano l’una accanto all’altra con gli stessi diritti e la stessa autorità.

I sovrani degli Stati avevano compreso l’importanza della separazione degli affari di Stato dalle questioni religiose e di fede.

Emergeva, così, il concetto dello Stato non confessionale che avrebbe contrassegnato le costituzioni di tutti gli Stati moderni.

Nell’ottobre 1998 ricorreva il 350° anniversario della pace di Vestfalia e, davanti a un uditorio che comprendeva quattro re, quattro regine, due principi, un granduca e alcuni presidenti, Roman Herzog, ex presidente della Repubblica Federale di Germania, fece questa dichiarazione: “È senz’altro un evento raro che tanti capi di Stato europei siano riuniti insieme come lo siamo noi qui oggi”

L’avvenimento, patrocinato dal Consiglio d’Europa, è stato uno dei più importanti nei cinquant’anni di storia dell’odierna Germania.

I trattati di pace spesso segnano una svolta nella storia, ma la pace di Vestfalia fu qualcosa di speciale.
La firma di questo accordo nel 1648 stabilì la fine della guerra dei Trent’anni e segnò la nascita dell’Europa moderna come continente di stati sovrani.

 

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