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La disgregazione genera impotenza

by Stefano Quadri
La disgregazione genera impotenza

L’italiano ha una storica, rabbiosa avversione ad aggregarsi agli altri italiani.

Preferisce l’individualismo.

Preferisce essere oppresso dalle angherie di un sistema corrotto, piuttosto che unirsi alle altre persone a costituire un Popolo (demos), che sia padrone del proprio destino e sappia abbattere un regime che si sostiene sulla prevaricazione, sui soprusi e sulla corruzione.

La Storia dimostra che noi Italiani non abbiamo mai conosciuto la democrazia.

Ed il motivo per cui in Italia non c’è mai stata la Democrazia è l’assenza del Demos, cioè del Popolo Sovrano.

Le basi dell’Antropologia Etnografica Culturale rappresentano il faro di questo Movimento ITALIA LIBERATA, perché grazie a questa Scienza, che studia come si aggrega il Popolo [vedi sezione Memoria Storica], abbiamo una bussola ed un percorso informativo da divulgare e condividere.

Agiamo per dare finalmente vita al nostro Popolo Sovrano, ma non a parole, affinché l’art.1 della Costituzione non rappresenti più una sommatoria di parole vuote: perché un Popolo è Sovrano quando esiste.

La disgregazione del popolo: il cittadino secondo Guicciardini

Solo chi identifica il mondo con il proprio orticello prova gelosia nei confronti del connazionale ed avversione nei confronti dell’aggregazione: questo è il profilo del suddito che, come diceva il Guicciardini, pensa solo “el suo particulare”.

Il Cittadino, oltre alla sua legittima sfera personale, ha anche una dimensione pubblica, perché ha Coscienza Civile, perché pensa primariamente al buon funzionamento dello Stato e comprende che non può rinunciare alla Sovranità che, in Democrazia, gli appartiene di diritto.

Il Cittadino non delega a scatola chiusa l’amministrazione dello Stato e non rinuncia all’Istituto del controllo della “Res Publica”, cosa che avviene in tutte le Democrazie del mondo, ove si fa molta attenzione al rendimento dei servizi pagati dai Cittadini e tutto viene riassunto in un Rapporto tra costi e risultati.

Il Cittadino non si abbandona a sterili lamentele ed alla inutile e passiva attività di condivisione sui social di notizie, spesso anche destituite di fondamento.

In sintesi: il suddito, prova una rabbiosa ritrosia ad aggregarsi, mentre il Cittadino desidera dare vita al Popolo Sovrano cui tutti devono sottostare, dalla Politica, ai Magistrati, dalla Burocrazia alle Forze dell’Ordine.

Il suddito, pur di evitare l’aggregazione, accetta di subire le prevaricazioni di questi apparati, che si credono i legittimi proprietari dello Stato, mentre il Cittadino comprende fino in fondo che solo il Popolo aggregato è in grado di sorvegliarli, di padroneggiarli e di limitarne l’abuso di potere.

La vera Democrazia, infatti, non si realizza solo con il voto, ma soprattutto con il controllo popolare della classe politica liberamente eletta che deve amministrare con efficienza ed efficacia la macchina dello Stato.

L’importanza del voto popolare in Italia

Volendo essere schietti fino in fondo, il voto popolare in Italia ha sempre avuto un valore molto modesto se è vero, come è vero, che sin dal 1876 venne introdotta nel nostro Paese, dall’allora Presidente del Consiglio Agostino Depretis, la politica del Trasformismo.

Cioè dell’acquisizione di parlamentari dell’opposizione in cambio di clientele, a spese dello Stato, e a causa del quale molti parlamentari, ancora oggi, cambiano casacca per motivi di interesse personale, tradendo il voto popolare.

Da quasi 150 anni assistiamo al puntuale tradimento del voltagabbana che, per esclusivo interesse personale, cambia casacca, invalidando e annullando il voto popolare, rassicurato dall’impotenza del suddito che lo ha votato.

Se l’elettorato del Collegio del voltagabbana fosse aggregato e compatto, non perderebbe tempo in sterili attività, come quella di condividere superflue notizie sui social, ma lo utilizzerebbe per andargli a fare una visitina a casa!!

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1 commenti

Romano Valenza 18 Aprile 2021 - 7:41

Da sempre la penso così

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