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Degrado Istituzionale: il caso Palamara

by Stefano Quadri

Leggendo il libro-intervista “IL SISTEMA”, ove il Direttore del “Giornale” Alessandro Sallusti intervista il Magistrato (o ex) Luca Palamara, si prende coscienza di qualcosa che tutti sospettavamo, ma che, vederlo scritto nero su bianco, fa salire al cervello un moto di sdegno che subito diventa collera e rabbia.

Questi magistrati non possono più parlare “in nome del Popolo Italiano”, perché hanno perso la loro dignità e la nostra fiducia.

Emettano le sentenze in nome della “corrente” di riferimento !

Siamo arrivati al punto che un organo dello Stato, autonomo e ben retribuito, all’inefficienza propria della Pubblica Amministrazione, aggiunge la pretesa arrogante e arbitraria di deformare il voto popolare, attraverso l’eliminazione per via giudiziaria di politici scelti dal Popolo e ritenuti da essi scomodi!

Siamo arrivati al Paese a rovescio, dove lo Stato, invece di essere al servizio del Popolo Sovrano, agisce contro di esso, retrocedendolo a suddito inerme.

In Italia abbiamo la banda dei politici, la banda dei magistrati, la banda dei burocrati, la banda dei sindacalisti, la banda del sottobosco politico, la banda dei parassiti, e chissà quante altre bande, che, a loro volta, si suddividono in sotto-bande e correnti, che si fanno la guerra sotterranea per il Potere; mentre il cittadino lavora e soffre, afflitto da una pressione fiscale senza precedenti nella storia repubblicana e senza eguali nel Mondo, trattato con livore, quasi come un seccatore perché chiede servizi efficienti.

La Mafia è niente al loro confronto, se non altro perché almeno non si riempie la bocca di buoni propositi, come questi parassiti ipocriti, falsi e bugiardi.

Ed eccoci arrivati al solito punto: tutto questo accade a causa della nostra colpevole assenza, cioè a causa dell’assenza del Popolo italiano aggregato e sovrano.

Mentre noi continuiamo a dividerci in destra e sinistra, mentre la Società Italiana ha un grande bisogno di cambiare e di rinnovarsi per essere sempre al passo con i tempi, questi apparati deviati, che hanno dimenticato che la loro unica funzione è quella di essere al servizio del cittadino, continuano ad inchiodarci al trapassato remoto, imponendoci modelli superati e che non hanno più ragione di esistere.

Invece di contribuire al cambiamento di cui abbiamo estremo bisogno, ci coinvolgono in beghe e tematiche che nulla hanno a che fare con il progresso umano, sociale, filosofico, culturale ed economico.

A causa di queste bande, che possiamo definire eversive, oggi ci ritroviamo, ancora una volta, a dover fare i conti con un ritardo cronico rispetto alle democrazie occidentali, le quali, approfittando della nostra inconsistenza nazionale, hanno ricominciato ad aggredirci, come quando eravamo divisi in stati e staterelli, attraverso l’acquisto sottocosto della nostra manifattura.

L’apparato politico, la magistratura deviata e politicizzata, l’apparato burocratico, ipertrofico, inefficiente e intoccabile, costituiscono nel loro insieme un cancro, che insiste nella sopravvivenza di modelli culturali anacronistici, si oppone al cambiamento, pur in un contesto economico, sociale e politico-istituzionale radicalmente mutato, ed ha fatto piombare di nuovo il Paese in una situazione di “arretratezza culturale, caratterizzata da diffusa asocialità, dal rifiuto quasi rabbioso all’aggregazione e dalla tendenza alla subordinazione e all’immobilismo fatalistico e rassegnato”.

Le conseguenze, sotto gli occhi di tutti, sono “il Trasformismo, il Clientelismo, l’Indifferenza al Bene Comune ed il ridotto prestigio attribuito alle Istituzioni Repubblicane”.

Oggi, in un ambiente economico sottoposto ad una spietata competizione mondiale, l’Italia, priva di servizi e di infrastrutture adeguate, con l’ipertrofia di un settore pubblico assistito, inefficiente ed intoccabile, con un debito pubblico enorme e crescente, ed una pressione fiscale inconcepibile, non poteva che precipitare nell’attuale abisso finanziario, politico e istituzionale.

Noi di ITALIA LIBERATA non accettiamo più di restare con le mani in mano e di continuare a subire le porcate di questi parassiti.

Lavoriamo per rompere il muro di diffidenza che ci tiene separati e per attrarre la collaborazione di chiunque abbia a cuore il futuro dell’Italia, così da giungere ad un contesto aggregativo consistente e compatto, che ci guarisca dal senso di impotenza, dal quale derivano la tendenza alla subordinazione e all’immobilismo fatalistico e rassegnato.

 

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2 commenti

Enrico 22 Febbraio 2021 - 10:24

ci vuole una rivoluzione per sovvertire l ordine impostoci,ma si dovrebbero individuare già molto prima i capi del governo per non perdere tempo dopo.

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Stefano Quadri 2 Marzo 2021 - 19:11

Solo se ci aggreghiamo possiamo condizionare la classe politica liberamente eletta, costringendola a governare con efficienza, efficacia e lealtà istituzionale. Senza aggregazione non esiste il Popolo (Demos) e senza Popolo non c’è Democrazia. Possiamo scegliere se continuare ad essere sudditi inermi, oppure diventare Cittadini uniti. Il nostro movimento è aperto a chiunque voglia collaborare.

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