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8. Il Calvinismo

by Stefano Quadri

In quanto a devastazioni e massacri, la Guerra dei Trent’anni detiene forse un primato assoluto nella Storia; alcuni paesi ne uscirono letteralmente distrutti, come la Boemia che perse tre quarti dei suoi abitanti.

Il conflitto nacque come regolamento di conti fra le due Chiese, quella cattolica e quella protestante, e, supportata da interessi di potere, fu tanto lunga quanto sanguinaria.

L’Italia, che dopo il trattato di Cateau-Cambrésis del 1559 era sotto dominazione spagnola, fu tenuta fuori dalla guerra. Inoltre in Italia mancavano forti movimenti protestanti, poiché stroncati sul nascere da processi, roghi e qualche massacro.

In confronto a quanto accadeva in Germania e Francia, in Italia tutto era apparentemente tranquillo, la Guerra dei Trent’anni aveva solo marginalmente sfiorato la penisola italica.

In realtà l’apparente tranquillità era solo il grande buio liberticida che si era abbattuto sull’Italia.

Da noi anche uno scienziato come Galileo Galilei doveva stare molto attento.

Il Sant’Uffizio il 5 marzo 1616 pubblicava il suo storico editto:

“L’opinione che il Sole stia immobile al centro dell’Universo è assurda, falsa filosoficamente, e profondamente ereticale, perché contraria alla Sacra Scrittura.

L’opinione che la Terra non è il centro dell’Universo e anche che ha una rotazione quotidiana, è filosoficamente falsa, e per lo meno una credenza erronea”.

La Chiesa credeva così di aver seppellito Galileo Galilei, in realtà accadde l’esatto contrario, poiché il mito di Galileo è ancora oggi ben radicato.

Il 12 aprile del 1633, ormai settantenne, Galileo Galilei fu arrestato e sotto minaccia di tortura dovette ritrattare le sue teorie.

L’Inquisizione proclamò Galileo colpevole di eresia e dovette leggere in ginocchio l’atto di ritrattazione.

Galileo ormai distrutto, morì nel 1642 a 78 anni.

Il processo a Galileo Galilei documenta in maniera chiara la censura ed il sopruso della Chiesa ai danni del Pensiero Italiano.

L’intransigenza dell’Inquisizione aggravò il divorzio dell’Italia non solo nei confronti dell’Europa protestante, ma anche nei confronti di quella parte cattolica che si avviava ad essere più libera ed intellettuale.

Nella seconda metà del 1600, per gli europei la scoperta delle Americhe rappresentava nuove terre e giganteschi commerci.

Gli europei portarono in America cavalli, buoi, pecore e le sterminate praterie si riempirono presto di greggi e mandrie.

Dopo che i Conquistadores iberici avevano saccheggiato le riserve d’oro di Aztechi e Inca, gli europei iniziarono ad importare beni ancora più preziosi come cacao, canna da zucchero, caffè, thè, tabacco, vaniglia, pomodoro, fagioli, patate.

Questo commercio alleviò parzialmente le carestie che affamavano l’Europa, oltre a rivoluzionare sia i consumi che i costumi.

Commerci, interessi e conflitti dal Mediterraneo si spostarono sempre più verso l’Atlantico, contribuendo ulteriormente a relegare l’Italia in una posizione periferica e subalterna.

Il Sud America colonizzato dalla Spagna, venne clericalizzato e basato su centralismo e privilegi delle caste dominanti.

Le leggi erano dettate da Madrid, la burocrazia ignorava completamente la realtà americana e ogni sentore di autonomia veniva stroncata sul nascere.

In Sud America preti e gendarmi collaboravano fianco a fianco ed i risultati li possiamo vedere ancora oggi.

Il Sud America nasce dal mondo cavalleresco e feudale della Controriforma: basato su privilegi, autorità, censura e forca.

Il Nord America nasce dal mondo borghese e capitalista della Riforma: basato su lavoro, risparmio e libertà di coscienza e d’impresa.

I primi ad avventurarsi in Nord America furono nel 1620 un gruppo di puritani (così si chiamavano i calvinisti inglesi), salpando sulla nave Mayflower e sbarcando poi a Cape Cod (all’epoca terra di nessuno, oggi Massachusetts).

Questi primi pionieri detti “Pilgrim Fathers” (padri pellegrini), negli Stati Uniti sono considerati come Romolo e Remo da noi.

I padri pellegrini era un gruppo composto da 102 passeggeri, membri della congregazione puritana, partito nel settembre del 1620 dall’Inghilterra con una concessione terriera da parte della compagnia della Virginia.

Il gruppo di 102 inglesi investì buona parte dei propri denari in un contratto finanziario con un commerciante di ferro, per poter avere una sicurezza economica una volta sbarcati nel continente americano.

Poi affittarono un galeone noto come Mayflower, fiore di maggio, perché appartenuto alla famiglia fiorentina dei Guicciardini e portava il giglio sul proprio stemma.

Ora, perché un centinaio di puritani inglesi, nel 1620 decisero di investire i loro averi per andare nel nuovo continente americano?

Meno di un secolo prima l’Inghilterra era un paese cattolico, qui Enrico VIII ottenne dal Papa la carica di Difensore della fede cattolica.

Nel 1534 il Papa rifiutò ad Enrico VIII di annullare il suo matrimonio con la prima moglie, Caterina d’Aragona.

Il Re inglese dichiarò decaduta l’autorità papale sui fedeli inglesi facendosi proclamare capo supremo della nuova Chiesa d’Inghilterra, poi chiuse i monasteri e vendette i possedimenti.

Alla sua morte nel 1547, l’Inghilterra stava diventando una Nazione protestante come gran parte del centro-nord Europa.

Il figlio Edoardo VI confermò la rottura con Roma, tuttavia dopo la sua morte avvenuta nel 1553, salì al trono Maria la Cattolica, figlia di Enrico VIII e Caterina d’Aragona.

Maria la Cattolica tentò di riportare l’Inghilterra sotto l’autorità del Papa, costringendo molti protestanti all’esilio e mettendo al rogo più di 300 persone, guadagnandosi così l’appellativo di Maria la Sanguinaria.

Maria la Cattolica morì 5 anni dopo, nel 1558.

La sorellastra Elisabetta I le succedette al trono, invertendo la rotta e facendo in modo che il Papa avesse poca voce in capitolo nella vita religiosa inglese.

Durante il regno di Elisabetta I alcuni protestanti credevano che separarsi dalla Chiesa di Roma non fosse sufficiente, si doveva cioè eliminare ogni traccia del cattolicesimo romano.

Per questa motivo alcuni ecclesiastici non indossavano più gli abiti sacerdotali e ciò irritava Regina Elisabetta I, che nel 1564 ordinò all’arcivescovo di Canterbury di imporre loro un abbigliamento conforme alle regole.

Prevedendo un ritorno ai rigidi parametri cattolici i puritani si rifiutarono di obbedire, rimanendo comunque in Inghilterra fino al trono di Giacomo I, che nel 1603 succedete ad Elisabetta I.

Re Giacomo I una volta al trono fece molta pressione affinché i puritani si sottomettessero alla sua autorità, ma non fu affatto semplice.

Ricordiamo che “purificare la Chiesa” (puritani) implicava una notevole rigidità e rigore morale, poco incline a compromessi formali o di pura convenienza.

Fu allora che i puritani compresero che l’unica possibilità era lasciare l’Europa per iniziare una nuova vita in Nord America.

Il fatto che questo gruppo di persone fosse disposto ad auto-esiliarsi, facendo un viaggio lungo migliaia di miglia per rispettare le proprie convinzioni, gli valse col tempo il nome di Padri Pellegrini.

Ottenuto il diritto di insediamento nella colonia britannica della Virginia, i Padri Pellegrini si imbarcarono sulla Mayflower, e dopo due mesi approdarono a Cape Cod, centinaia di km a nord della Virginia.

Lì stilarono il Mayflower Compact, una sorta di Costituzione con cui ognuno si impegnava a obbedire “a quelle stesse leggi, uguali per tutti, adatte a garantire il bene della comunità”.

Così il 21 dicembre 1620 si stabilirono nella vicina Plymouth.

I meno forti del gruppo morirono in poco tempo, poiché impreparati ad affrontare l’inverno gelido di quelle terre, mentre i sopravvissuti costruirono case adatte per sopravvivere al clima rigido.

Ai piedi di una collinetta vicina alla spiaggia di Plymouth (Massachusetts) è posta una grossa pietra di granito con incisa la data del 1620.

Questo masso, chiamato Plymouth Rock, indica il punto in cui l’11 Novembre 1620 i primi padri pellegrini sbarcarono nel Nuovo Continente dalla famosa nave Mayflower.

Elessero un Governatore e stabilirono la tassa che ognuno doveva versare per il finanziamento della loro organizzazione.

Di fronte avevano l’oceano, alle spalle la foresta infestata dai pellirosse, da cui all’inizio si difendevano nelle loro capanne di legno.

Mentre gli uomini lavoravano la terra, strappandola alla foresta ed ai pellirosse, le donne, anch’esse armate di fucile, restavano di guardia alle capanne.

I pellirosse erano nomadi e vivevano solo di caccia, quindi il conflitto con i padri pellegrini fu inevitabile perché l’aratro distruggeva il loro terreno di caccia.

In questo clima prese vita il cosiddetto “frontier man”, l’uomo della frontiera, con la Bibbia in tasca e la pistola alla cintura (il classico eroe western).

Nel giro di pochi anni, centinaia di ettari furono transformati in campi di grano e mais.

Sugli scogli, dov’era avvenuto il loro primo sbarco, si accatastavano tronchi d’albero che le navi inglesi caricavano e trasportavano in madrepatria per costruire altre navi. I pionieri iniziarono quindi a commerciare il legname con denaro, armi e munizioni.

Già l’anno successivo i Padri Pellegrini avevano una tale abbondanza da poter riservare del tempo per ringraziare Dio di ciò che avevano ricevuto, dando così inizio alla tradizione del Giorno del Ringraziamento.

Le notizie di questa abbondanza raggiunsero l’Europa e la popolazione di Plymouth in meno di 15 anni superò le 2.000 unità.

Nel 1635 parte di questi pionieri fondò un’altra colonia a Providence, scrivendo un atto costitutivo che garantiva ad ogni cittadino libertà di culto.

Questo, successivamente, consentì ad un Gran Signore cattolico inglese, Lord Baltimore, di fondare una colonia la cui capitale prese il suo nome, ovvero Baltimora.

Al contrario dell’America latina (ispano-portoghese) che chiudeva le porte ai non cattolici, il nord America anglosassone garantiva libertà di culto offrendo scampo a chi in Europa subiva persecuzioni religiose.

Nel 1640 circa 20.000 immigrati inglesi vivevano nella Nuova Inghilterra (New England), poi annessa nel 1691 alla colonia della Baia del Massachusetts.

Boston divenne così il centro spirituale del New England, ormai quasi completamente assoggettato al credo puritano.

Nel Nord America dell’epoca le cariche non erano designate dall’alto, bensì era il voto popolare ad eleggere i migliori.

La sera si leggeva la Bibbia ed il pastore Harvard, nel 1636, in una cittadina fatta ancora di capanne, spendeva tutto il suo patrimonio per fondare una Università che poi diventerà la culla della cultura americana.

I pionieri pagavano volentieri la loro tassa, perché era il salario dello sceriffo che di notte faceva la ronda attorno alle capanne, consentendo alle persone così di poter riposare e ristorarsi.

Questo rigore fiscale non implose su sé stesso perché, non essendoci sperpero, era un sistema di tassazione a misura d’uomo e di riflesso anche a misura di società.

Non c’erano 10 sceriffi dove invece ne bastava uno, magari con stipendi da capogiro, che avrebbero poi dissanguato il Popolo ed arrestato il sano progresso.

Qui nasce anche un grandissimo rispetto per la donna che, con fucile a tracolla, monta la guardia e si occupa dell’educazione dei figli, mentre l’uomo lavora la terra.

Rispetto all’America latina qui abbiamo una società diametralmente opposta su tutti i livelli: politico, economico, sociale, organizzativo e spirituale.

L’immigrato non è un soldato di ventura o un predone alla conquista della colonia per poi sottometterla ai voleri del potere invasore.

Il pioniere anglosassone agisce per proprio conto, conta sulla sua iniziativa, segue la sua coscienza ed ha una forte propensione alla cooperazione sociale.

Per ciò che concerne le popolazioni indigene nord americane, purtroppo, la sorte fu simile alle popolazioni del Sud America in mano a spagnoli e portoghesi, che nel giro di qualche secolo si erano quasi estinte.

Con i pellirosse scomparvero una delle culture più affascinanti e spirituali che abbiano mai solcato il suolo terrestre perché vivevano in totale simbiosi con la natura, avendo un profondo rispetto per la terra.

In ogni caso, nel nuovo mondo nord americano si affermano principi ed istituzioni che il vecchio mondo non aveva mai conosciuto.

Quando l’Europa iniziò a percorrere la strada della libertà e della democrazia, trovò ispirazione proprio nel modello dell’America calvinista.

Alla fine del 1600, agli europei non era ancora chiaro cosa stesse accadendo in nord America a livello di evoluzione, di coscienza e di democrazia.

Fu nel 1700 che molte informazioni iniziarono ad arrivare anche nel vecchio continente e, come vedremo, produssero radicali cambiamenti.

Il calvinista dell’epoca è libero, ha un forte potere personale perché non riconosce nessuna autorità spirituale esterna, è egli stesso il proprio sacerdote.

Questa libertà interiore è alla base del proprio potere personale, inibisce il peso del giudizio collettivo e della censura sociale, perché l’individuo fa ciò che gli detta la propria coscienza.

Dio, secondo i calvinisti, è il terribile giudice che non si può ingannare, è l’unica autorità che riconoscono e dimora dentro sé stessi, non fuori.

Stiamo parlando di libertà come fondamento religioso ed è su queste basi che si reggeva la nascente società nord americana.

La ricerca della Verità è affidata ai fedeli, alla loro congregazione, che elegge o revoca il pastore, il quale ha solo il compito di fornire chiarimenti sull’interpretazione della bibbia.

Il contadino, l’artigiano, il capitalista, il nobile, sono seduti uno fianco all’altro, allo stesso banco, parlano lo stesso linguaggio perché imparano dallo stesso Libro: la Bibbia.

Ecco come nasce la Democrazia: i calvinisti sono repubblicani (il contrario dei monarchici), come dimostrano la Svizzera e l’Olanda, ed il Parlamento non è altro che una congregazione nazionale.

Il Parlamento è nato dalla fede e resiste fino ai giorni nostri, perché ha un forte fondamento religioso che sposa il concetto di libertà.

Invece nei paesi a stampo cattolico il Parlamento è uno strumento puramente giuridico e politico, e come la storia insegna è sempre stato in crisi.

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