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6. La Guerra dei Trent’anni. La Pace di Vestfalia.

by Stefano Quadri

Tranne in Italia, sottomessa al volere della Chiesa di Roma, in Europa l’odio fra cattolici e protestanti raggiunse livelli altissimi e nel 1618 scoppiò uno dei più sanguinosi conflitti della storia, ovvero la guerra dei trent’anni.

La guerra dei trent’anni coinvolse Spagna, Francia, Germania, Svezia, Danimarca, Olanda, Svizzera.

La scintilla che fece da detonatore bellico fu l’episodio conosciuto come la “Defenestrazione di Praga”.

Nel 1618 in Boemia (attuale Repubblica Ceca) l’arcivescovo di Praga fece chiudere con la forza due chiese luterane.

Il 23 maggio dello stesso anno il castello di Praga venne preso d’assalto da un gruppo di protestanti che, dopo aver catturato tre cattolici, li gettarono dalla finestra.

I protestanti furono giustiziati nella piazza del mercato di Praga ed in tutta la Boemia furono confiscati i loro beni e distribuiti ai cattolici.

Questa confisca è stata definita “una delle più grandi espropriazioni mai verificatesi nell’Europa centrale”.

Dopo un’operazione simile la rabbia raggiunse livelli altissimi e la guerra si estese in quasi tutta Europa.

I soldati andavano in battaglia al grido “Santa Maria” o “Dio è con noi”, depredando, devastando il territorio e trattando militari e civili come animali.

L’odio fra cattolici e protestanti sembrava non avere fine, i territori erano ormai devastati e saccheggiati, eserciti e civili erano stremati.

Basta pensare che nella sola Germania combatterono ben sei eserciti, ovvero tedeschi, danesi, svedesi, boemi, spagnoli, francesi.

La distruzione fu tale che la popolazione della Germania passò da 21 a 13 milioni, la sola Baviera perse 80.000 famiglie e 900 villaggi, tant’è che ci volle più di un secolo per permettere alla Germania di riprendersi.

L’Europa era nel sangue, devastata da saccheggi, omicidi, stupri, epidemie ed ormai era chiaro che nessuno ne sarebbe uscito vincitore.

Ferdinando III, imperatore del Sacro Romano Impero, Luigi XIII, re di Francia, e Cristina, regina di Svezia, tennero una conferenza con tutte le parti coinvolte per negoziare la pace.

I negoziati andarono avanti per 5 anni alla presenza di 150 delegati e nell’Ottobre del 1648, dopo ben 30 anni di guerra, venne firmata la pace di Vestfalia.

La guerra dei trent’anni ebbe termine e di riflesso iniziò a nascere l’Europa degli Stati-Nazione.

La pace di Vestfalia è un passaggio fondamentale nella nascita dello Stato laico moderno, dando vita ad un’Europa completamente diversa dalla precedente a livello geopolitico.

La nuova era moderna, nata dalla pace di Vestfalia, abbracciò quasi tutto il continente europeo, compresa la Russia, dando inizio alla regressione dei grandi imperi con la conseguente comparsa degli Stati moderni.

Da quel momento la nuova Europa avrebbe influenzato la geopolitica mondiale fino agli inizi del XX secolo.

Le regole di buona condotta degli Stati, stabilite durante la pace di Vestfalia, gettarono le basi per il diritto internazionale, definendo le relazioni internazionali fino al termine della Prima Guerra Mondiale.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, gli Stati Uniti d’America tentarono di stabilire nuovi parametri di sicurezza globale, ovvero la Società delle Nazioni.

Francia e Svezia, sia alleate che dominatrici sui campi di battaglia, nella pace di Vestfalia, approfittarono della loro influenza strategica per siglare accordi funzionali ai loro interessi.

L’Inghilterra, alle prese con una forte crisi politico-sociale, fu quasi assente dal conflitto, limitandosi a giocare il ruolo di arbitro sugli equilibri creatisi durante la pace di Vestfalia.

Il ruolo degli inglesi era importantissimo, poiché l’obiettivo primario della pace di Vestfalia, era disinnescare le esasperazioni politiche onde evitare spargimenti di sangue, com’era accaduto con la guerra dei trent’anni.

Occorre dire che i trattati di Vestfalia svolsero egregiamente il loro dovere fra il 1648 ed il 1914, con una interruzione fra il 1789 ed il 1815.

I trattati di Vestfalia quindi, misero la parola fine alle guerre di religione, anche se non fermarono le guerre tra Stati.

La pace di Vestfalia determinò quattro conseguenze immediate.

  1. Mise un termine definitivo al conflitto durato trent’anni.
  2. Ridisegnò la carta geopolitica dell’Europa: infatti il centro di potere dal centro-sud (Spagna, Sacro Romano Impero-Austria) si spostò verso nord (Francia, Olanda, Gran Bretagna, Svezia).
  3. Stabilì il principio di sovranità, dando vita al concetto fondamentale alla base della politica moderna: la ragion di stato.

Significa che ciascun firmatario dei trattati si impegnava a rispettare i diritti territoriali degli altri firmatari, senza interferire nei loro affari interni: nasce così l’Europa formata da Stati sovrani. La Francia divenne una grande potenza, mentre la Svizzera ed i Paesi Bassi ottennero l’indipendenza.

Il principio di non ingerenza stilato durante la pace di Vestfalia sarà, per tre secoli e mezzo, l’unica legge sacra di politica internazionale, con maggiore sicurezza e maggiore stabilità sia interna che esterna.

La carta geopolitica disegnata nel 1648 resterà, a grandi linee, quasi invariata fino ai giorni nostri, evidenziando lo straordinario lavoro realizzato dai negoziatori di pace.

  1. La quarta conseguenza della pace di Vestfalia riguarda la religione. Vennero riconosciuti gli stessi diritti giuridici a cattolici, luterani e calvinisti, mettendo così la parola fine alla cristianità del medioevo.

Con la pace di Vestfalia si rompe il concetto di un’Europa cristiana ed il monopolio della Chiesa di Roma.

Papa Innocenzo X avversò fortemente gli accordi di Vestfalia, dichiarandoli nulli con l’enciclica “breve Zelo domus Dei”.

In ogni caso la pace di Vestfalia pose fine all’ultima grande guerra di religione in Europa, cioè la guerra dei trent’anni.

I conflitti non cessarono, cambiò la causa scatenante, da religiosa a politico-economica.

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