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3. Il Luteranesimo e la traduzione della Bibbia

by Stefano Quadri

Il luteranesimo raggiunse rapidamente nazioni come la Svezia, i Paesi scandinavi, la Danimarca e nello stesso periodo, precisamente nel 1541, Giovanni Calvino, il prosecutore di Martin Lutero, arrivò a Ginevra.

Ginevra all’epoca era una città ormai riformata e rappresentava il rifugio di moltissimi esuli religiosi, tanto che fra il 1540 ed il 1560 la sua popolazione raddoppiò.

Ginevra divenne anche luogo di formazione dei futuri pastori luterani; nella città svizzera, inoltre, erano presenti una trentina di stamperie che permisero un’intensa attività editoriale clandestina che investì anche le nazioni vicine.

Una delle nazioni più interessate fu la Francia, dove il calvinismo prese velocemente piede (ugonotti), restando comunque per metà cristiana.

Anche per questo motivo, come vedremo, la Francia fu teatro di sanguinose guerre religiose.

In Europa si crearono così due correnti religiose a carattere protestante:

  1. la confessione luterana, che comprendeva Germania, Paesi scandinavi e Danimarca
  2. la confessione calvinista che comprendeva Scozia, Inghilterra, Paesi Bassi, parte della Francia, parte della Germania, Boemia e Ungheria

In pochi anni la Chiesa di Roma perse gran parte del suo potere, e le rimaneva solo Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda.

La rapidità con la quale le rivolte luterane e calviniste presero piede evidenzia l’insofferenza latente nelle popolazioni di Germania, Francia, Inghilterra, etc, poiché nutrivano forti dubbi sulle indulgenze acquistate tramite denaro e soprattutto non digerivano il fatto che i loro soldi andassero a Roma.

Le rivolte presero piede anche per l’assenza della Chiesa di Roma, perché, abituata a governare ormai da un millennio in tutta Europa, diede poco peso alle rivolte.

Infatti, alla corte di Papa Leone X, le rivolte partite dalla Germania vennero quasi trascurate.

Alla Chiesa di Roma non era chiaro che nell’Europa del centro nord iniziavano a costituirsi degli Stati laici che avrebbero spodestato il potere temporale del clero.

Per noi il concetto di Stato laico oggi è scontato, ma all’epoca era un qualcosa di altamente rivoluzionario.

La Chiesa di Roma aveva già subìto un altro duro colpo poco prima del 1517, quando, il 29 maggio del 1453, la capitale dell’Impero Romano d’Oriente Costantinopoli, oggi Istanbul, cadde in mano ai turchi guidati da Maometto II.

Alcuni storici contemporanei indicano la caduta di Costantinopoli come il preludio della caduta sia della Chiesa di Roma, che dell’unità cristiana.

La caduta di Costantinopoli fu un duro colpo a livello geopolitico e militare, mentre la rivoluzione luterana fu un colpo ancora peggiore, perché diede inizio ad una trasformazione delle popolazioni europee allora sottomesse alla Chiesa di Roma.

La Chiesa di Roma iniziò a muoversi solo nel 1520, quando il Papa emanò una bolla nella quale si minacciava Martin Lutero di scomunica.

Il clero confidava nel fatto che l’imperatore tedesco Carlo V, essendo cattolico, avrebbe consegnato Martin Lutero alla giustizia pontificia.

Martin Lutero, una volta ricevuta la bolla papale con la minaccia di scomunica, la bruciò pubblicamente nella piazza di Wittemberg insieme ai libri di diritto canonico, ribadendo coraggiosamente la rottura con la Chiesa di Roma.

Nel gennaio 1521 Martin Lutero venne scomunicato dalla Chiesa di Roma.

Poiché si rifiutò di ritrattare, venne condannato, ma essendo professore di teologia biblica e conoscendo molto bene le Sacre Scritture, si presentò in tribunale a Worms, davanti all’imperatore tedesco Carlo V, dicendo: “sono pronto a ritrattare. Però, bibbia alla mano, dimostratemi dove ho torto e ritratto.”

Lutero venne condannato ugualmente anche se aveva ragione.

Poiché però sia la popolazione che gran parte dell’aristocrazia tedesca si era convertita al luteranesimo, Martin Lutero non venne consegnato a Roma, ma fu nascosto presso la fortezza di Wartburg, in Turingia.

Qui Lutero tradusse il Nuovo Testamento dal greco al tedesco e questo fu un altro passaggio importantissimo.

Nel 1534 venne tradotto anche il Vecchio Testamento dal greco antico al tedesco, in collaborazione con Filippo Melantone, professore di greco antico presso l’università di Wittemberg.

La traduzione della Bibbia è un passaggio importantissimo perché la dottrina luterana prevede che ogni persona per salvarsi deve leggere la Bibbia da sé, senza un prete che faccia da intermediario (“SOLA SCRIPTURA”)

La traduzione della Bibbia in tedesco, quindi, favorì la nascita di diverse scuole per insegnare alla popolazione a leggere.

Questo ridusse di molto l’analfabetismo e, di riflesso, anche lo storico potere della Chiesa di Roma, perché, secondo la Chiesa, l’unico che poteva interpretare le Sacre Scritture era il Papa, vescovo di Roma.

Infatti prima della rivoluzione luterana l’unica Bibbia ammessa dalla Chiesa di Roma era la versione in latino di Girolamo, la cosiddetta “Vulgata”, altre versioni, anche se scritte in latino, non erano ammesse.

La Bibbia fu il primo testo completo in lingua tedesca ed a livello simbolico rappresentò la rottura delle catene romane e la conseguente liberazione del popolo tedesco dalla Chiesa di Roma.

Ancora oggi in Germania Martin Lutero viene considerato il Padre della Patria, tant’è che nelle scuole tedesche viene insegnato che fu Odoacre (tedesco) a dare la spallata finale all’Impero Romano nel 476 d.C e Martin Lutero nel 1517 a dare il colpo di grazia al predominio della Chiesa romana.

La riforma di Martin Lutero fu poi portata avanti da Giovanni Calvino e coinvolse tutti gli stati europei del centro-nord.

La Chiesa di Roma rispose con una controriforma altamente reazionaria, che schiacciò la popolazione della penisola italica in un isolamento caratterizzato dall’ignoranza e dalla pochissima alfabetizzazione.

Al contrario, nell’Europa del centro-nord la dottrina luterana mise la parola fine al dominio teocratico della Chiesa di Roma, favorì l’alfabetizzazione ed il calvinismo gettò le basi per la separazione fra Stato e Chiesa.

Nelle Nazioni del centro-nord Europa era venuto alla luce il senso di Stato e di Nazione, sia come Istituzione, che come Identità di Popolo.

Ci fu una radicale trasformazione che permise il passaggio dalla fedeltà verso il sovrano alla fedeltà verso le Istituzioni.

Questo passaggio da feudo-sovrano a Stato-Istituzioni è alla base della trasformazione del popolo da sudditi in cittadini.

Questa trasformazione da sudditi in cittadini, purtroppo, non avvenne in Italia, che invece rimase divisa in tanti piccoli stati  governati da altrettanti piccoli incapaci aristocratici.

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