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2. Martin Lutero

by Stefano Quadri

Tutti gli storici del mondo concordano che la Storia Moderna inizia il 31 ottobre 1517, in occasione della Riforma protestante, avviata dal monaco tedesco Martin Lutero, che rompe la millenaria unità cristiana

Martin Lutero, professore di teologia biblica presso l’Università tedesca di Wittemberg, in quella data espose, sul portone della chiesa cittadina, le 95 tesi con le quali contestava le indulgenze della Chiesa di Roma.

I Papi e la Curia Romana, attraverso le indulgenze, chiedevano denari alla popolazione in cambio del perdono spirituale.

La data del 31 ottobre 1517, quindi, rappresenta la linea di demarcazione fra due epoche ben distinte:

  • il Medioevo, nella quale l’Italia primeggiava praticamente in tutto
  • la Storia Moderna, nella quale l’Italia era quasi scomparsa

Nel 1541, 24 anni dopo il 31 ottobre del 1517, Giovanni Calvino creò addirittura le basi per la separazione tra lo Stato e la Chiesa.

Nel giro di pochi anni termina la millenaria unità cristiana e si giunge alla separazione fra Stato e Chiesa. Questo è il motivo per cui il periodo fra il 1517 ed il 1541 rappresenta una rivoluzione epocale.

Vediamo velocemente la situazione europea prima del 1517 facendo una breve disamina dei 1000 anni precedenti, partendo dall’Impero Romano d’Occidente.

L’impero Romano cadde principalmente per due motivi:

  1. cause esterne, ovvero le invasioni barbariche
  2. cause interne, ovvero guerre civili, guerre di potere, corruzione, anarchia, declino sociale ed economico.

Intorno al 370 d.C. iniziarono le invasioni barbariche, prima da parte degli Unni e dei Visigoti, poi Goti, Vandali, Svevi, Burgundi, Franchi e la spallata finale arrivò dalle truppe germaniche guidate da Odoacre.

Dopo la caduta dell’impero Romano, la società assunse un carattere feudale, la sintesi degli stili di vita delle popolazioni romanizzate e degli invasori germanici.

Questa sintesi si concretizzò grazie alla mediazione della Chiesa di Roma, convertendo i barbari alla religione cristiana.

In questo modo gli invasi (romani) e gli invasori (barbari/germanici) iniziarono a convivere sotto la stessa fede, e di riflesso la Chiesa di Roma occupò una posizione predominante.

Ogni feudo faceva capo ai rispettivi signorotti o principi culminando nella figura dell’Imperatore, a sua volta legittimato e consacrato dal Papa (vescovo di Roma), ovvero dal supremo detentore dell’autorità religiosa.

Il Cristianesimo era stato legalizzato nel 313 d.C. dall’Imperatore Costantino I grazie all’editto di Milano, ed in seguito divenne l’unica religione dell’Impero Romano, mentre le altre religioni furono considerate eretiche.

Questo permise alla Chiesa di Roma di avere un potere pressoché assoluto sull’Europa durante i circa 1.000 anni che vanno dal 476 (caduta dell’Impero Romano d’occidente) al 1517 (riforma protestante avviata dal monaco tedesco Martin Lutero).

In questo millennio, mentre la penisola italiana rimase divisa in tanti piccoli stati governati da altrettanti piccoli tiranni, i barbari divennero Nazioni, come Francia, Inghilterra, Austria, Olanda, paesi Scandinavi e cominciavano a sopportare sempre meno la dittatura sacerdotale della Chiesa romana.

Infatti fra le popolazioni europee del centro-nord la rivolta era nell’aria da tempo.

Nel 1517 Papa Leone X, figlio di Lorenzo de’ Medici, per riempire le casse vuote dello Stato Pontificio, deliberò l’ennesima indulgenza, ovvero l’invito a tutti i fedeli a fare offerte di denaro per riscattare i propri peccati.

Qui entra in gioco il monaco tedesco Martin Lutero.

Martin Lutero (1483–1546), che apparteneva all’ordine mendicante degli eremiti agostiniani, era professore di teologia biblica presso l’Università di Wittenberg.

Il suo incarico comprendeva anche la predica, la confessione e la cura delle anime presso la chiesa di Wittenberg.

Martin Lutero riteneva scandalosa la pratica dell’indulgenza attraverso il denaro, lo riteneva un profano connubio fra religione, politica e potere, e, dato che anche molti dei suoi contemporanei erano stufi, si sentì obbligato ad agire.

Il 31 ottobre del 1517 Martin Lutero inviò all’Arcivescovo Alberto di Magonza uno scritto contenente le famose 95 tesi, divenute poi la base dell’identità protestante, in cui sosteneva che il perdono spirituale non può essere acquisito tramite denaro.

Nel giro di pochissimi mesi le idee i Martin Lutero si diffusero molto velocemente in tutta la Germania, trovando adesioni in ogni strato sociale come università, chiese, conventi, borghesia e popolazione, sia cittadina che rurale.

Nel giro di pochi mesi, inoltre, le idee di Martin Lutero furono stampate e diffuse attraverso scritti e volantini.

Nel frattempo, grazie alla spinta riformista, l’alfabetizzazione tedesca passò dal 5 al 30% della popolazione e, fra il 1517 ed il 1520, i circa 30 trattati di Martin Lutero vendettero oltre 300.000 copie.

Qui entrò in gioco anche ciò che oggi viene definito “marketing”.

I muri della Germania furono tappezzati da illustrazioni che raffiguravano Martin Lutero con un’aureola ed una colomba sul capo mentre i Papi ed i cardinali erano raffigurati legati dai soldati e Roma veniva rappresentata come una prostituta di Babilonia.

 Tutto ciò ebbe un forte impatto sulla popolazione tedesca a prescindere dalle classi sociali.

Quattro anni dopo, nel 1521, Girolamo Aleandro, il nunzio papale in Germania, riferì alla Chiesa di Roma che “l’intera Germania è in aperta rivolta, 9 decimi gridano Lutero, i rimanenti, se Lutero è a loro indifferente, gridano perlomeno morte alla Curia Romana”.

Questa forte reazione della società tedesca alle tesi di Martin Lutero evidenziò come già da tempo ci fosse una forte insofferenza verso la Chiesa di Roma.

Come abbiamo detto, dopo la caduta dell’impero romano nel 476, la Chiesa di Roma fece da padrona per oltre 1000 anni, con un potere quasi assoluto.

Inoltre vigeva la regola per cui solo il primogenito delle famiglie nobili poteva ereditare tutto il patrimonio, di conseguenza il secondogenito spesso sceglieva la strada del clero per diventare cardinale, e non certo per vocazione spirituale.

La naturale conseguenza fu una corruzione dilagante all’interno delle alte sfere clericali, che conducevano uno stile di vita lontano dalla popolazione ed in evidente contrasto con le Sacre Scritture.

Tutta questa corruzione era ormai chiara anche alle popolazioni, che, costrette a tirare a campare, mal sopportavano il potere smodato della Chiesa romana.

Nel giro di pochi anni moltissime persone di diverse estrazioni sociali aderirono alle dottrine di Martin Lutero, arrivando alla rottura della millenaria Unità Religiosa Cristiana.

Questa frattura si rifletté anche sulla geopolitica dell’Europa che si divise in due aree, una cattolica (sud) ed una protestante (centro-nord).

Nelle nazioni protestanti i sacerdoti vennero sostituiti dai pastori, non più vincolati al celibato, poiché potevano sposarsi liberamente, partecipare alla vita sociale con moglie e figli e soprattutto dovevano lavorare per mantenersi.

La messa non veniva più celebrata solo in latino, ma anche in tedesco, poi, quando le dottrine di Martin Lutero raggiunsero altre nazioni, anche attraverso le rispettive lingue locali.

Ancora oggi il luteranesimo rappresenta una fortissima forma di integrazione per i tedeschi, infatti, in Germania, Martin Lutero viene considerato il “padre della Patria” perché Luter Eleuterios (ovvero Lutero libero), ribellandosi ha liberato il popolo tedesco dalla tirannia di Roma.

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