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1. Premessa

by Stefano Quadri

Il problema dei problemi che affligge l’Italia è l’assenza della Democrazia (dal greco Demos = Popolo + Kratos = Potere, cioè Potere al Popolo) a causa della secolare assenza del Demos, cioè del Popolo Sovrano Aggregato.

La Scienza che studia quali sono i valori oggettivi che aggregano il Popolo, cioè l’Antropologia Etnografica Culturale, considera la memoria storica del gruppo, trasfigurata in “epos” il primo e più importante valore aggregativo del Popolo Sovrano.

La pochissima storia insegnata a scuola, minimizzando alcuni fatti ed esaltandone degli altri, viene posta al servizio della comunicazione.

Mentre è la comunicazione che deve essere al servizio della storia, per far sì che la storia diventi conoscenza e coscienza.

La Memoria Storica è alla base dell’aggregazione popolare perché è la matrice dei valori che ci lega gli uni agli altri e che ci rende molto più simili di quanto crediamo di essere diversi.

Gli italiani non si dividono in destra/sinistra, fascisti/antifascisti o con qualsiasi altro pendolo che i prestigiatori del potere usano per mascherare quella becera magia nera che continuano a chiamare politica.

Gli italiani, come qualsiasi altro popolo, si dividono solo nella matematica dei fatti:

  • Chi produce, crea, lavora e si alza ogni mattina.

Questo è il popolo, le cellule dell’Italia.

  • Chi vive alle spalle del popolo, con ingiustizia ed arroganza.

Questi sono i parassiti, il cancro dell’Italia.

L’Antropologia Etnografica Culturale, la scienza che studia quali sono i principi fondamentali che aggregano un Popolo, ci ricorda che alla base dell’aggregazione ci sono i seguenti valori oggettivi:

  • il logos, parliamo la stessa lingua
  • il topos, abitiamo lo stesso territorio
  • l’ethos, abbiamo gli stessi usi e costumi
  • l’epos, abbiamo la stessa memoria storica, la sintesi dei tre valori precedenti

Questi sono i valori oggettivi più importanti che la scienza dell’antropologia indica come fondamentali per l’aggregazione di un popolo = demos : la base della democrazia.

E questo significa che noi italiani siamo molto simili perché abbiamo molte più cose che ci accomunano rispetto a quelle che ci dividono.

Sai quando crediamo di essere diversi?

Quando cadiamo nel giochino del divide et impera dell’orientamento politico: destra/sinistra, fascista/antifascista, fino agli estremisti di centro che si trasformano secondo convenienza.

L’orientamento politico essendo individuale (quindi soggettivo) non è un valore condiviso, è una opinione personale, quindi è semplicemente rispettabile.

Nulla di più.

Il valore più importante, il DNA che costituisce la spina dorsale di un popolo è la conoscenza della propria storia.

La Memoria Storica del gruppo, trasfigurata in epos.

La conoscenza è alla base della memoria, poi la memoria è alla base delle nostre scelte che determina la qualità della nostra vita, determina chi siamo e quindi dove stiamo andando.

Chi siamo noi italiani?

Noi italiani siamo bellezza, creatività, unicità, genialità, gusto.

Abbiamo un patrimonio naturale e culturale immenso, patrimonio che per generare ricchezza deve fare matrimonio con la nostra memoria storica.

Noi italiani siamo una piccolissima parte della popolazione mondiale, e contro ogni legge della matematica abbiamo creato una quantità impressionante di invenzioni e bellezza che ci ha permesso di primeggiare in tantissimi campi.

L’Italia è un arcobaleno di biodiversità, dalle alpi ghiacciate alle infinite coste che abbracciano il blu dei nostri mari, dalle colline vellutate dove nascono i migliori vini del mondo alla enorme quantità di arte e cultura, che come tante gemme preziose illumina di bellezza ogni angolo della nostra splendida Italia.

Siamo il museo del mondo, che lascia a bocca aperta chiunque venga a visitarlo.

Siamo il palato del mondo, dove i sapori della terra si sposano con l’alchimia dei sensi, inebriando di sapori antichi chiunque si nutra della nostra cucina.

Siamo la sartoria del mondo, capaci di creare abiti talmente belli che rappresentano l’estensione dell’eleganza e dello spirito.

Siamo gli inventori del mondo, generiamo invenzioni e progetti a ritmo serrato.

Con arte, cultura, storia, eleganza, cucina e inventiva abbiamo già fatto l’economia. Non ci occorre altro.

Questo è il nostro patrimonio.

Questo è ciò che noi siamo.

Solo che in parte lo abbiamo dimenticato.

Non ci interessa diventare esperti di storia, non ha senso, ci interessa solo conoscere gli accadimenti importanti della Storia Moderna, anche se essa inizia con il declino dell’Italia che aveva primeggiato per diversi secoli.

La memoria storica (epos) è il primo valore alla base dell’aggregazione e dell’unione di un popolo.

Un popolo aggregato per sua natura è sovrano.

Un popolo disgregato per sua natura è suddito.

Uniti si vince.

Divisi si perde.

Il pareggio esiste nella schedina, non nella vita.

Siamo tutti sotto la stessa bandiera, parliamo la stessa lingua, condividiamo lo stesso territorio, non a caso chiamato il Bel Paese, abbiamo gli stessi usi e costumi ed abbiamo la stessa memoria storica (epos).

Abbiamo il dovere, quindi anche il diritto verso noi stessi, verso i nostri padri, madri ed i nostri figli, di abbracciare i valori che ci rendono così simili gli uni agli altri.

Abbiamo il dovere di conoscere come noi italiani dopo la seconda guerra mondiale ci siamo rialzati alla velocità della luce, trasformando l’Italia in pochi decenni, da un cumulo di macerie in una potenza mondiale.

Ecco perché abbiamo il dovere di conoscere il processo deleterio che porta a dividere le persone oneste e produttrici, spesso usando il pendolo di destra/sinistra – fascista/antifascista, isolando i cittadini con lo scopo di renderli passivi spettatori dell’attuale scempio che qualcuno ancora chiama politica.

Il dovere quando si basa su una scelta è il passo principale verso l’acquisizione dei diritti.

I diritti non si chiedono, sono già nostri e insieme, ce li andiamo a prendere.

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